I ditali scolpiti e sgretolati di Monika Brugger
La tradizione del cucito, così legata alla realtà femminile casalinga, soprattutto di una volta, è stata ed è oggetto di ricerca di molte artiste donne. Attività riscoperta in generale negli ultimi anni, sia come passatempo ricreativo sia come pratica lavorativa, produce cose interessanti, come le creazioni crochet, a maglia, in tessuto, dimostrano (dai gioielli alle coperte).
Monika Brugger nella sua professione di artista e designer del gioiello, porta alla sublimazione questi due aspetti. Unisce le due anime realizzando dei gioielli che sono da un lato delle piccole sculture da indossare come simboli della tradizione del cucito (qui anima artistica), dall’altro dei gioielli che impiegano argento, oro e stoffa. Anzi spesso sono incorporati, sono l’anima di abiti essenziali che una volta logori lasceranno solo trame preziose (e questa è l’anima designer).
La Brugger fonde i materiali per crearne degli accessori, e cuce anche (con filo rosso come il sangue che esce quando ci si punge con l’ago) e incastona nella stoffa pietre.
C’è una serie interamente dedicata ai ditali, bellissima, da quelli martellati in argento con profili d’oro (in forma di orecchini, pendenti, anelli) a quelli sgretolati, erosi, tanto da diventare irriconoscibili e simili a dei pizzi.
Sono lavori concettuali (possono essere visti come riflesso di un’attività tipicamente femminile, come simbolo del ciclo della vita che decade o come espressione di ricordi e tradizioni), non proprio intuitivi, ma anche se non si afferra subito il pensiero, rimane un’estetica affascinante.


