Alla ricerca di idee nuove e materiali, Monia Rossato si è imbattuta nella retina, e ne è rimasta impigliata. Affascinata dalle nascoste possibilità del materiale, ne ha esplorato i contorni, sperimentando forme, colori, equilibri, costruzioni.
Il fatto di essere veneziana l’ha aiutata invece nella scelta delle perle e delle perline da accostare alla rete, così da creare combinazioni suggestive. E da un mastro vetraio di Murano, ha trovato bolle di vetro che si è poi fatta personalizzare sulla base di disegni e indicazioni. Ma possono essere sostituite da seta o perline di altro tipo di diametro e lavorazione.
Dalle collane è passata ai bracciali e agli anelli, per arrivare agli accessori per capelli.
Il concetto è semplice, ma l’accostamento dei colori e le forme che prendono i bijoux di Le donne di Casanova, non è casuale. Per lo meno per me, il colore nelle sue dosi e sfumature è sempre più importante, perché caratterizza una creazione. E trovo che il calibrato gusto delle cose, si rifletta nei lavori di Monia.
E come ogni donna porta un nome, così ogni gioiello ne ha uno.