Antoine Arnault, figlio di Bernard, fondatore di uno degli imperi del lusso, LVMH, dice basta ai loghi in vista e ai troppi luccichii.
Il gruppo ha iniziato recentemente (perché degli ultimi mesi si tratta), un processo di “pulizia”. Per farlo ha ingaggiato tour promozionali pro-craft (caricando blogger di vario successo), sta rivitalizzando Moynat (un brand di prodotti con una storia di qualità e innovazione pari a quella di Hermès), ha fatto dichiarazioni stampa.
È ora il tempo della vera qualità (e fino ad ora?).
Ci sarebbe da chiedersi se questa mossa sia dovuta ad un effetto crisi (più che del marchio, del mondo in generale, e non è chic mostrare quando la gente se la passa male), ad un effetto critiche che la fast fashion e i brand di lusso che producono nei paesi in via di sviluppo hanno generato. Dopo che post, commenti, inchieste televisive, libri, hanno “sputtanato” i grandi marchi (senza per altro modificare molto il comportamento di fashionista e disperati), alcuni stanno prendendo provvedimenti.
Non c’è niente di nuovo in tutto questo, dato che ai cicli seguono i ricicli, e in tempi di crisi, i troppo luccichii fanno “cafona”. Ma l’aver spostato negli ultimi 10-15 anni la produzione in altri paesi (il vero “nuovo”) ha rivoluzionato manifattura e impiego, come mai nella storia.
Sempre il gruppo LVMH ha cancellato lo show di Céline di Parigi, per non mettere troppa pressione sulla designer Phoebe Philo, che è in attesa del suo terzo figlio. Azione che ha generato molto interesse nei media.
Che l’effetto Galliano, stia avendo peso nelle scelte dirigenziali di questi imperi del lusso, criticati aspramente dall’opinione pubblica? Che le chiacchiere virtuali che abbiamo espresso, siano state in qualche modo illuminanti?
Non è solo di pressione che si parla, ma anche di salvaguardia di un talento, quello di Phoebe Philo (che si era già assentata per un paio di anni, per crescere la sua famiglia) difficilmente sostituibile (come d’altra parte Galliano o McQueen). Se fosse stata di meno valore, le cose sarebbero andate probabilmente in modo diverso, ma intanto sono interessanti gli sviluppi. Chi ha il coraggio di dire ora, che la democratizzazione digitale, non smuove gli imperi?
Bel pezzo, davvero interessante e una buona notizia. Il culto per la qualità e il rispetto del lavoro non nascono di punto in bianco, ma almeno ci si orienterà verso un lusso piû fedele alla sua esclusività,p… Peccato solo sapere che moynat sia di lvm h. Avevo visto il negozio a Parigi, bello, ma non nascondo l’antipatia che ho per arnult
anch’io non amo il signor Arnault, mi sembra di quegli imprenditori che ha in mente una cosa sola: fare soldi e diventare il più grande a dispetto di cose e persone. E la mossa è solo per riparare ad un’immagine incrinata dall’eccessiva pressione (caso Dior) e produzione (equivoca, non si capisce bene dove avviene). Sono contenta però che una donna abbia messo davanti i suoi bisogni a fama potere e soldi. E visto il talento che ha, la Phoelo se può permettere.